Visita pastorale del Vescovo nelle nostre tre parrocchie !

10 01 2015

Il nostro vescovo sarà presente nella nostra Collaborazione:

  • venerdì 9 GENNAIO con una celebrazione di apertura a Spresiano alle 20.30;
  • sabato 10 GENNAIO con un’assemblea degli operatori pastorali dalle 15.00 alle 18.00 a Visnadello;
  • sabato 10 GENNAIO con la celebrazione della s.messa delle 18.30 a Visnadello.
  • domenica 11 GENNAIO con la celebrazione della s.messa delle 9.00 a Spresiano.
  • domenica 11 GENNAIO con la celebrazione della s.messa delle 11.00 a Lovadina.

Riportiamo il bel articolo di Bruno Desidera (tratto da www.lavitadelpopolo.it)

Tre parrocchie, riunite ormai da un anno circa in una Collaborazione pastorale istituita dal Vescovo. E tre parroci. Non sembra una gran notizia e fino sa qualche anno fa non lo sarebbe stata… Invece, in questo momento le parrocchie spresianesi sono tra le poche in diocesi ad avere un parroco per ciascuna comunità parrocchiale: don Giuseppe Viero a Spresiano, don Giovanni Stasi e Lovadina, don Angelo Caon a Visnadello. La Collaborazione pastorale di Spresiano è la dimostrazione che la carenza di sacerdoti è solo uno dei motivi che portano a creare queste forme stabili di collaborazione tra parrocchie vicine. Come spesso ripete il Vescovo, le Collaborazioni nascono anche in un rinnovato contesto di mobilità e soprattutto dentro la necessità, per le comunità cristiane, di aprirsi al nuovo allargando gli orizzonti.

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Un cammino che è iniziato in modo promettente per le tre parrocchie, il cui territorio di riferimento è l’intero comune di Spresiano e la località di Venturali (comune di Villorba e parrocchia di Visnadello). Ci si attende ora un ulteriore impulso dalla visita pastorale del vescovo Gianfranco Agostino Gardin, che sarà a Spresiano dal 9 all’11 gennaio, in quella che è la prima tappa del 2015 e l’ultima per il vicariato di Spresiano. Nell’imminenza della visita abbiamo incontrato i tre parroci.

Dice don Giovanni Stasi, coordinatore della Collaborazione: “Bisogna dire che il fatto che ci sia un prete per parrocchia, non dà pienamente l’idea del nuovo percorso che stiamo facendo, soprattutto alle persone che vivono in modo meno intenso la vita parrocchiale. Invece gli operatori pastorali e coloro che sono più impegnati si stanno rendendo conto che i campi di collaborazione sono molti: a parte la collaborazione storica tra scuole materne, cito il cammino su affettività e sessualità per i ragazzi delle medie, i momenti di preghiera, il giornalino comune alle tre parrocchie, i gruppi giovanili, la San Vincenzo, lo stesso dialogo tra noi preti. Certo, il sentore della gente è ancora relativo. Se collaborazione significa anche pensarci come Chiesa in maniera diversa questo chiede tempi, sviluppo e processi, un senso di corresponsabilità da sviluppare”.

“La Collaborazione  – sottolinea don Angelo Caon – è partita con entusiasmo da parte degli operatori pastorali, vanno precisati il ruolo del prete dentro la collaborazione e la responsabilità maggiore per il laicato, ma vedo un atteggiamento positivo e lo sforzo di credere una Chiesa diversa”.

Certo, fa notare don Giuseppe, al momento la sperimentazione, è ancora in uno stato iniziale, e non potrebbe essere altrimenti visto che “lo schema è lo stesso di prima, ogni parroco ha la sua parrocchia, manca ancora un rapporto tra un’équipe di preti e un territorio omogeneo”.

Don Giuseppe va fiero della collaborazione che si è instaurata da tempo fra le tre materne parrocchiali: “Risulta ora evidente la fecondità dell’intuizione”.

Guardando invece al futuro don Giovanni intravede, come ambito da sviluppare maggiormente, quello della pastorale familiare: “Penso alle coppie che si sposano, ai genitori che battezzano… Certo c’è ad esempio il corso vicariale per fidanzati, ma penso che quello della Collaborazione sia un ambito importante, sul quale investire energie”.

Il discorso si sposta sul rapporto con il territorio, che da sempre le comunità vivono in modo intenso. Quello di Spresiano è un comune che ha conosciuto un recente aumento demografico, tra i nuovi arrivati molti sono stranieri (quasi il 15% della popolazione), anche per il fatto che questo è, storicamente, uno dei Comuni più industrializzati del circondario trevigiano. “Oggi la crisi tocca diverse famiglie”, fa notare don Angelo.  “Un imprenditore mi ha confidato che va in cerca di giovani, ma non ne trova”,  dice invece don Giuseppe mette invece in evidenza chesecondo il quale ad essere coinvolti nell’attuale difficile situazione sono soprattutto gli stranieri.

Per quanto riguarda il rapporto con l’Amministrazione, don Giovanni auspica “che si sviluppi in modo positivo uno scambio tra agenzie educative, sarebbe importante ragionare su un vero e proprio patto educativo”. Insomma, di uno stile di maggiore sinergia non sembrano avere bisogno solo le comunità parrocchiali, ma anche gli Enti e le associazioni di volontariato.

Alessandra


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